Ego, codardia e coraggio

Ego, codardia e coraggio

… “L’ego non può essere eterno, immortale; la sua morte è inevitabile: l’ego è un fenomeno artificiale, creato da te; scomparirà inevitabilmente. E quando la morte è una certezza, come puoi non avere paura? … Pertanto ricorda queste tre parole:


<<’codardo’, ‘coraggioso’ e ‘assenza di paura’>>.

La codardia fa parte dell’ego, ne è la prova più profonda e reale; il coraggio fa parte della codardia, ne è una versione per così dire abbellita, decorata. È una ferita nascosta sotto i fiori: il coraggio non è altro che codardia abbellita, raffinata; all’interno di ogni persona coraggiosa troverai un codardo. Persino i tuoi Napoleone, Hitler, Alessandro Magno erano dei codardi… per nascondere la loro codardia proiettavano coraggio. Il coraggio è un trucco ed adesso anche gli psicologi l’hanno riconosciuto.

La religione ha sempre saputo che, per nascondere qualcosa proietti l’opposto. Se sei uno sciocco, per nasconderlo cercherai di proiettare intorno a te un po’ di saggezza; se sei brutto, abbellirai il corpo, il viso, i capelli, così da celare in qualche modo la tua bruttezza. Cercherai di camuffarla con dei vestiti e dei gioielli. Se nel tuo intimo ti senti inferiore, proietterai superiorità, per mostrare agli altri che non sei inferiore. Se ti senti un ‘nessuno’ – e tutti si sentono così, perché quando c’è l’ego, ognuno è nessuno -, cercherai di proiettare, sottolineare e rafforzare l’impressione che sei qualcuno. Codardia e coraggio sono due facce della stessa medaglia: entrambi implicano paura, ne sono due aspetti. Uno è semplice e diretto, l’altro astuto e nascosto… Ma un uomo coraggioso non è altro che un codardo molto astuto…

Un uomo senza paura non è né codardo né coraggioso … non può esserlo, semplicemente perché non ha paura. Un Mahavira, un Buddha, uno Chuang Tzu, un Gesù, non sono uomini coraggiosi; non lo sono affatto, perché non sono codardi: puoi essere coraggioso solo se sei un codardo! … Un uomo senza paura è qualcuno che è arrivato a conoscere dentro di sé ciò che è eterno; che ha fatto esperienza della dimensione interiore, dell’immortalità, del centro eterno. In quel caso per lui non esistono né paura né coraggio, perché il coraggio è solo una messinscena. Quest’uomo non è né uno sciocco né un saggio, perché la saggezza non è altro che una copertura. Infine quest’uomo non è diviso in opposti: è un’unità, è un tutt’uno; è un fenomeno unico, e per questo non puoi definirlo…

Come definiresti un Buddha? Qualunque definizione tu possa dare sarà fuori luogo. Davanti ad un Buddha, devi semplicemente stare in silenzio. Potresti forse definirlo un santo od un peccatore? No, egli non è né l’una né l’altra cosa: come puoi essere un santo, se in te non c’è il peccato? La santità non è altro che un ornamento, una copertura.”…

Fonte: Osho – “Il candore della dignità”.
© 2010 RCS Libri S.p.A. I ed. Tascabili Bompiani marzo 2010 (pag.114-116). © 1
974 International copyright by Osho International Foundation

 

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