LE PROFEZIE

Dobbiamo credere
ai tanti profeti
i quali, avendo letto
messaggi segreti
per l’umanità,
ci hanno lasciato
le loro tristi verità?

Oppure possiamo,
visto il tempo che viviamo,
ipotizzare che le loro “visioni”
fossero solo moniti
diretti alle popolazioni
che vissero nel passato
per evitare che nel futuro
dovessero subire quelle severe punizioni?

…<<Dobbiamo davvero prendere alla lettera queste profezie e considerarle ineluttabili? Il tempo che stiamo vivendo, così pesante e traumatico, previsto dalle profezie sarà anche, inevitabilmente, il nostro domani e dopodomani? Indagando sul tema delle profezie credo di aver individuato alcune leggi che le regolano e di cui dobbiamo quindi tener conto se vogliamo valutarle e comprenderle nel loro pieno significato. Sulla base di queste leggi potremo rispondere meglio a questa domanda relativamente allo scenario profetico previsto nel passato. La prima di queste leggi è la seguente: la pericolosità dell’evento, la forza dell’impatto sugli esseri umani dell’avvenimento profetizzato, è in relazione diretta col momento spirituale dell’umanità nel tempo in cui la profezia stessa è stata emessa (non del tempo cui la profezia si riferisce). Cosa significa in concreto? Significa che il Profeta visualizza l’avvenimento futuro e la distruzione conseguente sulla base di quanto è “necessario” all’umanità del suo tempo in conseguenza della coscienza spirituale dell’epoca. Tanto più è carente la spiritualità degli esseri umani in una determinata epoca tanto più ampia e profonda dovrà essere la “purificazione” e quindi la distruzione prevista dal Profeta … Ed ecco come i Profeti dei secoli passati, ma anche quelli che si sono pronunciati fino a qualche decennio fa, prevedevano per i nostri anni delle catastrofi di una violenza tale da causare la morte, nientedimeno, che di un terzo o di due terzi dell’umanità!…

Per fortuna – come abbiamo già anticipato – nel frattempo ci sono stati un certo “risveglio delle coscienze” ed un progredire dell’evoluzione umana grazie ai quali lo scenario profetico è conseguentemente molto migliorato, oltre che ulteriormente migliorabile… Una conferma di questa realtà della visione profetica ce la dà lo stesso insegnamento cosmico, parlando di “armonia” tra il momento storico e l’evento profetico. Nel brano seguente si ricorda pure come la profezia abbia, come è ovvio, anche la funzione di “ammonire”, sollecitando gli uomini al risveglio della coscienza e quindi a darsi da fare: “Ogni informazione da noi data era ‘armoniosa’ in quel dato momento; il ‘tono’ dell’informazione era utile allora per l’attività che doveva svolgere, o di risveglio o di movimento. Oggi vivete in un’altra realtà energetica e quindi le informazioni (passate oggigiorno, N.d.R.) sono inerenti alla proiezione del momento che state vivendo ora” (Messaggio pervenuto da Ashtar Sheran tramite Anna Federighi). Un’altra legge delle profezie è quella per cui gli eventi previsti colpiranno l’umanità solo “se” l’umanità non si converte, dunque “se” la coscienza spirituale degli uomini migliora elevando il proprio livello evolutivo, tali problemi vengono scongiurati. Questo “se” si ritrova, in modo esplicito od indiretto, in tutte le profezie e ci fa comprendere meglio l’essenza ed il significato vero della profezia. Profeta e profezia sono insomma apparsi sulla scena umana, e tuttora vi si presentano, non certo per soddisfare la nostra curiosità su quanto ci attende nel futuro, bensì con lo scopo di pungolarci a “crescere dentro” facendoci presente cosa succederà se non ci miglioreremo. C’è infine la legge della indeterminazione temporale dello scenario profetico. Abbiamo già visto come il Profeta riesca talvolta a “vedere” l’evento del futuro, ma sia praticamente sempre in grossa difficoltà nel collocarlo nella data esatta. Il fatto è che il tempo in realtà non esiste e quindi il Profeta non ritrova nella sua visione dei riferimenti temporali precisi per datare secondo il nostro calendario gli avvenimenti dell’avvenire>>…

Fonte: Federico Cellina, “L’insegnamento cosmico – gli extraterrestri e l’uomo nuovo – il loro fraterno aiuto (pag. 140-142, stralcio). Prefazione di Ashtar Sheran. © 1998 by Hermes Edizioni

(Brano associato: “Quello che mi andava di fare” – Massimo di Cataldo)

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3 risposte a LE PROFEZIE

  1. L'Amico Mauro ha detto:

    Senza nulla togliere ai tanti profeti che hanno sbirciato nel futuro, vorrei precisare che la loro visione era pur sempre la visione parziale di un individuo la cui mente, seppur in grado di produrre scritti molto elaborati, è stata condizionata dalle esperienze vissute dal soggetto di quell’epoca intrisa delle emozioni più o meno “positive” sentite dallo stesso. Scommetto che ancora oggi, se si chiedesse a qualcuno cui si stanno aprendo le porte del carcere, o che vive una situazione di degrado personale e/o familiare, di farci una previsione del futuro costui ci restituirebbe una visione “profetica” che rispecchierebbe la “sua” realtà proiettata nel futuro dell’umanità …

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