DIVINA NUDITÀ

 

Amo la nudità e la bellezza …

poiché, al di là dell’egoità,

esse sono la rappresentazione

dell’ essenzialità e della consapevolezza

 

E provo compassione …

per ogni anima che s’è lasciata condizionare

dall’insegnamento della religione …

poiché ella non riesce ad andare oltre

il superato concetto del bene e del male …

 

Adamo ed Eva vivevano nudi …

cioè liberi da ogni sovrastruttura mentale,

questo è il semplice significato del paradiso

raggiungibile da chiunque riesce a tornare …

al puro stato di consapevolezza

inquinato dall’umana conoscenza

che inevitabilmente finisce col distruggere il sorriso

 

Bisogna avere il coraggio di mangiare quella mela …

(che rappresenta l’esperienza), superare la paura,

se si vuole iniziare il viaggio

verso la propria, divina, Essenza …

che nulla ha a che fare con la cultura dell’incoscienza …

 

Firmato: “Il serpente piumato”!

L’ILLUMINAZIONE

… <<Il giovane frate non rimase stupito, come sarebbe stato un tempo e mentre ascoltava il ritmo della voce di Teresa, cominciò a sentirlo dentro di sé, come se le pulsazioni ed il respiro, addirittura i nervi ed i muscoli, stessero rispondendo al canto fermo della ragazza. Senza rendersene conto, padre Felipe cominciò a togliersi il saio i sandali e il perizoma, fino a quando fu al cospetto della Prima Madre in umile nudità. Liberandosi della pesante lana, avvertì la liberazione dalle squame che gli coprivano gli occhi e dai ceppi dell’anima. Provò un’improvvisa illuminazione che mai aveva creduto possibile. Sentì che cominciava a sorridere. E poi qualcosa gli toccò la pelle, come ali, come sussurri. Guardò affascinato le dita bronzee che accarezzavano le cicatrici delle vecchie ferite nella carne. Gli occhi di Teresa erano pieni di lacrime mentre vedeva l’impressionante condizione del corpo di Felipe, le costole e le ossa, prova che nella ricerca dell’estasi aveva patito la fame ed aveva inflitto a se stesso degli abusi. Come erano maltrattate le sue povere membra! Come battuta la sua fragile pelle! “Mio povero Felipe”, pianse. “Come hai sofferto”. Le sue braccia lo circondarono e lo attirarono al seno caldo. Lui seppellì la testa nei capelli di lei, la circondò con le braccia e la strinse a sé. Sentì le lacrime di Teresa sul petto, mentre le sue cadevano sulla testa della ragazza. Piansero insieme, stringendosi nel calore del fumo mistico. E poi iniziò qualcosa. Felipe cominciò ad uscire dal suo corpo. Era come se gli angeli lo stessero trasportando, sollevandolo sulle loro ali fino a quando si trovò al soffitto della grotta e guardò giù dove vide due creature di Dio, abbracciate allo stato naturale, strette l’una all’altra, che si riempivano il cuore dell’amore reciproco. Vide l’uomo che faceva sdraiare al suolo la ragazza, su un letto di fiori e su un saio francescano. I lunghi capelli neri erano sparsi attorno. Il suo viso aveva un’espressione estatica. Felipe vide la schiena ferita e piena di cicatrici dell’uomo e le mani della ragazza che le accarezzavano. Si baciarono, a lungo e con passione, facendo sorridere Felipe. E poi, con suo stupore, cominciò a ridere. La sua forma eterea si sentì calda e umida, una sensazione sublime che gli fece sentire il cuore in gola, fino a quando pensò di essere sul punto di morire per il desiderio, la gioia e l’appagamento. Sentì l’uomo gridare nell’estasi e vide le lacrime, come diamanti, luccicare sulle ciglia nere della ragazza. E improvvisamente la grotta fu piena di una meravigliosa luce brillante e Felipe vide gente ovunque! Come se la pietra della montagna si fosse sciolta, Felipe poteva vedere l’orizzonte, una vasta moltitudine d’umanità che s’estendeva sino all’infinito fiammeggiante. Con un accecante visione, si rese conto che erano le anime di tutti coloro i quali erano vissuti prima di lui e che ora popolavano la Luce Caritatevole di Dio. A capo della moltitudine c’era Gesù, trasfigurato in una colonna di luce, circondato dai profeti in vesti splendenti. Sopra di essi si librava la Madre Benedetta, ora una colomba radiosa, ora una bellissima donna, splendente e luminosa, che concedeva il suo amore e la sua grazia. Quando si svegliò, dapprima fu sorpreso di trovarsi nudo, ma poi, ricordando, capì che quello era il suo stato naturale, e che, quindi, non c’era assolutamente niente di male>> …

(Fonte: Barbara WoodTerra sacra”. © 2002 Ed. Corbaccio, pag. 140-141; stralcio.)

 

LA TERAPIA DELLA REINCARNAZIONE 

… <<La terapia della reincarnazione non è destinata a soddisfare la curiosità di conoscere le vite precedenti, non è l’oppio dei popoli in quanto capace di consolarli con la promessa di una nuova vita. La terapia della reincarnazione è un cammino duro e difficile che porta all’illuminazione. Nelle continue reincarnazioni non dobbiamo vedere una consolazione, ma una sollecitazione ad evolverci, a perfezionarci, a liberarci così dalla ruota delle rinascite inconsapevoli. Noi dobbiamo dire di sì alla vita terrena poiché essa è necessaria alla nostra evoluzione; il nostro fine però è al di là del mondo materiale, è quella unità dalla quale un giorno ci siamo dipartiti e di cui ogni uomo dentro di sé ha una profonda nostalgia. Due domande che ci vengono rivolte frequentemente sono le seguenti: “Nel nostro viaggio attraverso il passato attraversiamo anche le fasi intermedie tra le singole incarnazioni? E cosa raccontano i pazienti sull’aldilà?”. Le nostre esperienze sull’aldilà e le fasi intermedie sono inevitabilmente molto limitate, poiché esiguo, per quanto consistente, è il numero delle persone che hanno scelto di sottoporsi alla terapia della reincarnazione. In essa noi cerchiamo di attraversare solo gli stadi che rivestono un’importanza per i pazienti, ed evitiamo di chiedere cose che servirebbero solo a soddisfare la nostra curiosità. Quanto i pazienti dicono su questo aspetto viene complicato dal fatto che l’aldilà non presenta un quadro omogeneo, ma differenziato, come i livelli di evoluzione della coscienza umana. L’aldilà è un mondo astrale e, di conseguenza, un piano puramente immaginativo, in cui le forme corrispondono ai più diversi contenuti sperimentali. L’anima di un trapassato raggiunge sulla base della risonanza quel piano ultraterreno che corrisponde al livello di coscienza raggiunto. Ogni anima arriva quindi al suo aldilà, che, in ultima analisi, rispecchia soltanto la propria coscienza. Questi livelli diversi rendono molto difficile un quadro unitario. Dipende dall’uomo che l’aldilà sia per lui un paradiso od un inferno. Un defunto vive sovente l’aldilà come un paesaggio il cui aspetto e la cui atmosfera corrispondono alla qualità della sua anima. Questa, per esempio, è la descrizione del passaggio dalla vita alla morte di un bambino morente: “Poco per volta tutto diventa più facile, io comincio a librarmi in aria, non sono più io e tuttavia sono io, posso vedere tutto, la mia mamma, il mio papà, e me stesso nel letto. Mi libro sempre più in alto arrivando fino al soffitto, poi ridiscendo, mi avvicino alla mamma e l’accarezzo. Poi salgo di nuovo e vedo la casa ed il giardino. Qualcuno mi conduce per mano, è la nonna, la madre di mio padre. È molto affettuosa con me. dice che mi condurrà in un luogo bellissimo. Arriviamo in un paesaggio e vedo altre creature. Non parliamo, però io so quello che loro dicono e loro sanno quello che dico io. Qui ci si sente proprio bene e si è felici. Si vedono colori delicati, luminosi, che poco per volta si trasformano e cambiano”. Le descrizioni dell’aldilà possono essere serene e luminose ma anche cupe e grige. Le entità che vengono incontrate corrispondono ogni volta alla qualità del luogo. Giova a questo punto sottolineare ancora una volta che l’aldilà non è un piano materiale, bensì un mondo puramente psichico, ma non per questo meno vero e reale. Le nostre osservazioni ed esperienze mostrano che l’aldilà corrisponde al livello di coscienza dell’anima e di conseguenza tutte le entità che s’incontrano hanno più o meno lo stesso livello di evoluzione. L’aldilà, come il nostro mondo, è diverso e differenziato.>> Vi si può trovare incanto e bellezza … ma anche putrida e maleodorante monnezza …

(Fonte: Thorwald Dethlefsen, “Il destino come scelta”. © Ed. Mediterranee, ristampa aprile 2008. Pag. 175 -177)

🙂

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

23 risposte a DIVINA NUDITÀ

  1. Pingback: X TE | Mondi alternativi

  2. Pingback: GENEROSA-MENTE | La Vita è Poesia

  3. Pingback: UNA CAREZZA | Mondi alternativi

  4. Pingback: SANTA DUALITÀ | Mondi alternativi

  5. Pingback: RAGGI – astronascenteblog

  6. Pingback: L’EROTISMO | La Nuova Era

  7. Pingback: NON SONO STATO IO! – astronascenteblog

  8. Pingback: CHI SIAMO? – astronascenteblog

  9. Pingback: NUOVA REALTÀ – astronascenteblog

  10. Pingback: LA VERITÀ | La Nuova Era

  11. Pingback: L’OCCASIONE | Consapevolezza ed Amore

  12. Pingback: PREGHIERA | Mondi alternativi

  13. Pingback: SORPRENDENTE – astronascenteblog

  14. Daniele ha detto:


    Mi piacerebbe sapere cosa dice …
    qualcuno lo traduce?
    Grazie

  15. Pingback: VUOI BALLARE? | La Nuova Era

  16. Pingback: BRAMOSIA | Ricercatore del Vero

  17. Pingback: PRO-GENITORI | La Nuova Era

  18. Pingback: PRESUNZIONE – astronascenteblog

  19. Pingback: 8 Dicembre | La Nuova Era

  20. Pingback: ESTASI DIVINA | Emozioni, l'espressione fisica dell'amore

  21. L'amico Mauro ha detto:

    L’ANGELO DEL NEUTRO
    … “L’utopia dell’uomo e della donna, del maschile e del femminile, l’utopia della differenza sessuale, l’«essere del né-I’-uno-né-l’-altro», questo sarebbe l’angelo del neutro, che passa, come un serpente o come una nuvola, per il tempo di una caduta, sulla frontiera della differenza fra l’uomo e la donna. E passando li fa essere, veramente, l’uno e l’altra: «Si aprirono allora gli occhi di entrambi, ed essi si avvidero che erano nudi»”.
    (Genesi, 3,7). LOUlS MARIN
    (Fonte: https://leorugens.wordpress.com/2017/01/13/si-aprirono-allora-gli-occhi-di-entrambi-ed-essi-si-avvidero-che-erano-nudi/)

  22. Pingback: La corazza del cuore | Mondi alternativi

  23. Daniele ha detto:

    Per “ritorno al puro stato di consapevolezza” …
    s’intende il ritorno allo stato primordiale,
    quello precedente al peccato originale …
    quando ancora non esisteva la divisione
    tra bene e male …
    https://amicidimauro.wordpress.com/polarita/
    cioè … il “ritorno all’origine” …
    noto ad ogni religione …
    https://iosonoiltuose.wordpress.com/2017/03/10/purificazione/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...