ASTRO NASCENTE

 

<<Il figlio dell’uomo sempre decide sulla propria esistenza …

e chi afferma il contrario lo fa, probabilmente, per incoscienza …

 

C’è stato un tempo in cui, un semplice poeta,

è qui giunto a cavallo d’una stella cometa …

Egli ha portato con sé la purezza

di chi, dopo avere il cielo attraversato,

osservandone meravigliosamente la bellezza,

sulla Terra è stato fecondato

al fine di sperimentare la gaiezza …

 

L’innato talento che ha portato in dote

è stato l’influsso equilibrato di due magnifici pianeti

(Marte e Venere)

che mai, egli, aveva completamente dimenticato …

 

Ha incarnato, nello stesso tempo, grazia ed aggressività …

ma essendo andato oltre la dualità,

ha potuto illuminare, con UNA Luce sfavillante

simile a quella dell’ astro nascente,

il glorioso cammino dell’umanità

oltre la mutevole verità dell’immanente …>>

 

Quella che ho appena raccontata è una storia proprio bella

che riguarda ogni anima e la sua gemella …

Spesso, durante le molteplici incarnazioni,

possiamo rivivere quella stupenda emozione …

potremmo incontrarla, mentre, anch’ella,

procede velocemente nella sua evoluzione

 

Badate bene, non mi sto qui riferendo a quell’anima

che ha scelto di accompagnarci in questa esistenza,

ma a quella generatasi al momento del primo concepimento …

(quando tutto è stato creato nello stesso momento)

poiché, in virtù della legge dell’oscillazione,

meglio nota col nome di polarità,

quando ci siamo distaccati dall’unità

inevitabilmente lo abbiamo fatto insieme al nostro opposto

che vaga nell’universo alla ricerca dell’ altra metà …

e che, necessariamente, dovremo trovare in questa realtà …

 

IL “POTERE” DELLA REINCARNAZIONE

… <<Il regno umano non è un piano concluso con un numero costante di anime, ma è una specie di stazione di passaggio. Se si confrontano le incarnazioni con le classi scolastiche, si potrebbe paragonare il regno umano per esempio alle scuole medie. Come prima e dopo di esse ci sono altre classi per apprendere, così anche l’anima attraversa diversi regni finché raggiunge la necessaria maturità per quello umano e oltre. È con la natura umana (preceduta dal regno animale e vegetale) che inizia l’evoluzione individuale spirituale. L’esperienza, maturata con la terapia della reincarnazione, ci ha portati a ritenere che ogni anima abbia un’anima duale, a se opposta, ma che incontrarla non sia affatto semplice poiché anch’essa sta evolvendo indipendentemente da noi. Facile è invece l’incontro ripetuto con le tante anime compagne (quelle a noi più vicine: genitori, coniugi, figli, parenti, amici, conoscenti). Amore e odio, attrazione e repulsione sono semplicemente residui dei tempi passati. Una delle esperienze più sconvolgenti che si possano fare in una terapia della reincarnazione è constatare come siano simili i problemi in tutte le incarnazioni, e quanti millenni passino senza che i comportamenti di base si modifichino.  La terapia della reincarnazione agisce come un microscopio che rende evidente fin nei dettagli la struttura della personalità. Attraverso il confronto con la colpa karmica (da cui consegue il dolore che siamo costretti a provare poiché non comprendiamo che è quello che infliggiamo agli altri) la responsabilità del proprio destino, ovvero a modificarsi. Il paziente all’inizio si aspetta soltanto la modificazione dei suoi sintomi, ma trascura il fatto che questa può avvenire soltanto attraverso un cambiamento integrale della sua persona. Esso si ammala sempre a causa del “potere”, il cui polo opposto è l’umiltà. Ogni “io voglio, io desidero” è espressione della brama di potere … ed una delle tecniche attuali più frequenti per esercitare il potere è la malattia, da cui gli “inconsapevoli malati” non intendono guarire, poiché, in tal caso, perderebbero il “potere” acquisito. È ovvio che il malato “crede” di voler guarire, e questo avviene solo perché la motivazione della sua “malattia” non gli è ancora ben chiara. Ma se messo alle strette, una volta che deve decidere tra la malattia e la rinuncia al potere, la scelta è in genere molto difficile. Il “potere” è affermazione dell’io, manifestazione dell’egoità, è il tentativo di non sottomettersi alle regole, d’imporre agli altri la propria volontà.>> …

 (Fonte: Thorwald Dethlefsen, “Il destino come scelta”. © Ed. Mediterranee, ristampa aprile 2008. Pag. 174 -183)

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