FINE DEL VIAGGIO

 

Mentre, con coraggio, affrontiamo la dura esistenza,

senza mai rifiutare alcuna esperienza …

all’improvviso, grazie ad una grande emozione,

potrebbe accadere di ritrovare la nostra Essenza …

e con essa avere l’illusione che sia terminato il viaggio

… <<Il mondo comincia quando l’UNO si perde, ed è normale che finisca quando l’UNO viene ritrovato. Questo UNO può essere trovato in molti modi, proprio perché è stato scisso in molti modi. I raggi del sole, quando passano attraverso un prisma, si dividono in sette parti: i sette colori che formano lo spettro. Allo stesso modo si frammenta l’esistenza. Il mondo è pieno di colori ed essi appartengono alla molteplicità. Il colore di dio è il bianco. Tutte le sadhana, i sentieri della ricerca, sono solo indicazioni e tecniche che ricercano l’UNO nella molteplicità, che riuniscono i frammenti nell’indivisibile, nel Tutto. Gli hindu sostengono che l’UNO sia stato diviso in due: materia e spirito; afferrando anche una sola scintilla dell’UNO all’interno di questi elementi, il tuo viaggio sarà completato. Un’altra teoria vuole l’UNO diviso in tre: verità, bontà e bellezza. Se riesci a vedere la verità nella bellezza, viceversa, oppure se vedi la bontà nella verità o nella bellezza; se riesci a cogliere una scintilla dell’UNO nelle tre, in modo tale che esse si perdano e l’UNO resti alla base di tutto, allora Ek Ongkar Sat Nam è ciò che resta e il viaggio è concluso. Nanak dice che l’UNO è diviso in cinque, i cinque “tattva” o elementi costitutivi della realtà, e cinque sono i sensi che a essi corrispondono. Se cerchi l’UNO nei cinque sensi, ti realizzi, diventi un siddha:  colui che è emancipato. Non importa in quante parti dividi l’UNO, perché è già scisso in infinite parti. L’importante consiste nello scoprire l’indivisibile, il Tutto perfetto all’interno dei frammenti. I sensi sono cinque, ma, quando sono contemplati come un insieme, il risultato è la rimembranza dell’UNO: comprenderlo porta ad afferrare il sutra. Sgranare un rosario non ha alcun significato, ma riuscire ad arrivare al filo che tiene insieme i grani vuol dire aver trovato rifugio in dio. Restare attaccati ai grani significa rimanere nel mondo terreno; ma afferrare il filo del rosario vuol dire conseguire dio. Ci sono cinque sensi, ma chi dimora al loro interno? Quando guardi, chi vede attraverso i tuoi occhi? Quando ascolti, quando osservi, quando odori, quando mangi, chi prova quelle sensazioni? Chi fa l’esperienza? Nanak risponde che l’attenzione risiede in un punto equidistante da tutte queste esperienze e le unisce tutte.>> …

 Fonte: OSHO, “Al di là della paura, oltre il rancore”. © 2012 De Agostini (pag. 228-229, stralcio)

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