GIOVANNI

L’ho incontrato “casualmente”

mentre, serenamente,

passeggiavo in riva al lago

a causa del sole cocente

che m’ha costretto a fermarmi,

per dissetarmi, nel locale ove egli

lavora umilmente,

con il compito di servir la gente

 

Dal suo accento ho compreso,

immediatamente,

che egli veniva da lontano

e, mi sono detto, se è “capitato” qui

non è certo successo invano …

 

Quale, dunque, poteva essere il suo messaggio?

Fortuna che con ME c’era Daniele

il quale, come al solito,

è sempre pronto a darmi una mano …

…<<Ho conosciuto un prete

che la chiesa vuole cacciare

perché afferma che tutti gli uomini,

come Gesù, sono in grado d’Amare>> …

M’ha detto, tranquillamente,

ignorando completamente, quanto,

quell’affermazione mi potesse aiutare …

 

<<Vero!>>

Gli ho risposto immediatamente,

però potenzialmente …

ho tenuto poi a precisare,

IO che, recentemente,

come “un povero cristo

sono stato etichettato …

 

Ancora non l’ho visto,

personalmente,

ma ho prontamente collegato …

stai a vedere che è proprio questo

il suo messaggio criptato …

 

quando il “prete emerito …”

(così egli si è auto-proclamato)

quell’obsoleta istituzione,

che ancora lo tiene imprigionato,

avrà definitivamente abbandonato …

egli diverrà come il Giovanni della Bibbia …

un testimone,

di chi,

libero dal  peccato,

“Tutti” verrà ad incontrare

per poterli incondizionatamente Amare

 

 

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5 risposte a GIOVANNI

  1. L'amico Mauro ha detto:

    … 46. “Gesù disse, ‘Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo. Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il regno e diventerà più grande di Giovanni’.” …
    Fonte: https://giuseppemerlino.wordpress.com/2011/01/10/vangelo-di-tommaso-testo-integrale/
    😀

  2. Daniele ha detto:

    UN TESTIMONE
    … “Giovanni è il martire della Luce” …
    e ‘martire” è una parola greca che significa ‘testimone’.
    … “lui non era la luce … ma doveva testimoniare della luce” …
    infatti Giovanni dice di Gesù …
    … “Bisogna che egli cresca ed io diminuisca” …
    proprio come l’alba sul far del giorno” …
    Estratto da: http://www.spaziosacro.it/mandala-e-mantra/

  3. L'amico Mauro ha detto:

    Tanta gente …
    https://amicidimauro.wordpress.com/2016/01/11/fortunata-mente/
    ora preferisce sperimentare personalmente …
    anziché credere … ciecamente …
    https://amicidimauro.wordpress.com/?s=ce+credemo
    😀

  4. Pingback: UN MONDO NUOVO | Mondi alternativi

  5. L'amico Mauro ha detto:

    I DUE GIOVANNI (solstizi)

    … “Scrive Cattabiani: «Per capire dunque il significato profondo della festa di San Giovanni Battista e delle sue usanze occorre riflettere sul simbolismo solstiziale. Ebbene, nella tradizione greca antica i due solstizi erano chiamati “porte”: “porta degli dèi” quello invernale, “porta degli uomini” quello estivo. …

    Dal punto di vista astrologico, il Sole “entra” nel segno del Cancro al solstizio d’estate, e nel segno del Capricorno al solstizio d’inverno. Dopo questo primo approccio riguardante la “meccanica celeste”, possiamo ora muovere i primi passi nel simbolismo:
    «Nel Cristianesimo sono le feste di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista a essere in rapporto con i due solstizi. … Così i due San Giovanni hanno sostituito Giano, anche se la ricorrenza solstiziale di dicembre si è andata complicando, perché alla festa giovannea si è sovrapposto lo stesso Natale e il Sole nascente è diventato, come doveva diventare, il simbolo del Cristo Bambino.

    Coloro dunque che parlano delle cose divine ponevano essere due (il numero) di questi ingressi: Cancro e Capricorno; e Platone parla di due bocche. Di queste, il Cancro è quella per cui le anime discendono, ed il Capricorno quella per cui ascendono.

    Alcuni pensieri di René Guénon, raccolti postumi in Simboli della Scienza sacra, narrano della distinzione che è il caso di fare tra l’ordine “celeste”, cui appartiene il cammino del sole, e l’ordine “terrestre”, cui appartiene invece la successione delle stagioni; secondo la legge generale dell’analogia, questi due ordini devono, nella loro stessa correlazione, essere inversi l’uno dell’altro, di modo che quel che è più alto nell’uno divenga più basso nell’altro, e reciprocamente; ed è così che, secondo l’espressione ermetica della Tabula smaragdina, “ciò che è in alto (nell’ordine celeste) è come quello che è in basso (nell’ordine terrestre)”, o ancora, secondo il detto evangelico, “i primi (nell’ordine principale) sono gli ultimi (nell’ordine manifestato)”.

    Guénon considera la questione non di poco conto, poiché – dopo poche pagine – sente la necessità di ribadire il concetto: «la porta solstiziale d’inverno, o il segno del Capricorno, corrisponde al nord nel ciclo annuale, ma al sud in relazione al cammino del sole nel cielo; così, la porta solstiziale d’estate, o il segno del Cancro, corrisponde al sud nel ciclo annuale, e al nord in relazione al cammino del sole.»

    È sin troppo facile collegare il simbolismo delle due porte solstiziali al simbolismo di Giano (come ha fatto Cattabiani manifestamente attingendo a piene mani agli scritti di Guénon). Giano «ianitor che apre e chiude le porte (ianuae) del ciclo annuale con le chiavi che sono uno dei suoi principali attributi; e ricorderemo, a tale proposito, che la chiave è un simbolo “assiale”.»

    Ovidio in Fasti fa dire a Giano:
    «Tutto ciò che tu ti vedi attorno, il cielo, il mare, le nubi, le terre, tutto è dalla mia mano chiuso e aperto a piacere. Io ho la padronanza dell’intero immenso mondo, a me solo è dato di sconvolgerne i cardini.» «Nume dalla doppia e, talvolta, anche quadrupla faccia, Giano era invocato con numerosi appellativi: Patulcius “che tutto apre” e Clusius “che tutto chiude”, Geminus “duplice” e Bifrons “bifronte”. Con queste caratteristiche Giano estendeva il suo dominio sulla duplice sfera delle entrate e delle uscite, in eterna conciliazione degli opposti: passato e futuro, avanti e indietro, interno e esterno, ecc. Giano esprime nettamente quel preciso momento di passaggio in cui passato e futuro coesistono nel presente; è dunque … anche un dio del tempo, un dio del sole che sorge e tramonta e che è quindi cosciente contemporaneamente – grazie alle sue due facce – della notte che si lascia alle spalle e del giorno a cui va incontro.»

    La somiglianza fonetica tra Janus (Giano) e Joannes (Giovanni in latino) è evidente e porterebbe a ritenere che la collocazione delle feste dei Santi Giovanni in prossimità dei due solstizi non sia stata casuale, ma servisse non tanto a cancellare il culto arcaico, quanto a “riscriverlo” in termini cristiani. In effetti era alquanto arduo sradicare un costume tanto profondo: gli uomini vivevano i solstizi in maniera coinvolgente, ritenendoli momenti di transizione, nei quali era possibile trasformare e sviluppare la loro condizione interiore; una sorta di transito verso presupposti migliori.»” …

    (Fonte: Posted on December 20, 2012 by Beatrice Polidori (Udai Nath) di Enzo Barillà
    http://blog.visionaire.org/2012/12/simbolismo-solstizi/)

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