MEDITANTE

 

Raggiunta la propria divinità …

ogni iniziato del Nuovo Mondo

comprende il principio dell’indivisibilità …

 

Ciò accade normalmente, quando …

a seguito dell’ improvvisa folgorazione

(illuminazione, satori, samadhi, resurrezione …),

ogni “ingenuo meditante

realizza la propria rivelazione!

 

Dallo stesso istante …

egli distingue perfettamente la menzogna dalla verità …

e, intenzionalmente, si lascia alle spalle ogni ambiguità …

… poiché ora sa, avendolo sperimentato personalmente,

che l’unica vera guida è interiore

(chiamata anche Sé, Anima, Coscienza, Cuore …)

e che lo spirito d’ogni dottrina è,

semplicemente, la ri-unione nel Vero Amore …

 

La sua completa dedizione

è finalmente orientata ad una sola passione:

vivere intensamente la propria vita,

cullandosi nel magnifico ricordo

della propria, indimenticabile, abreazione …

… accaduta, improvvisamente,

con una fulgida luce di compiuta felicità

che gli ha illuminato tutte le cose

facendole risplendere nella loro naturale autenticità!

 

Egli respira ora profondamente …

tranquillamente, ed osserva attentamente

come ciò avvenga ritmicamente …

 

Medita con compassione,

mentre, con eterna pazienza …

attende di conoscere la sublime esperienza

delle altre creature che, inevitabilmente,

nella loro straordinaria bellezza,

perverranno all’incredibile trasformazione,

partecipando così, anch’esse, all’evoluzione …

dell’ umana consapevolezza …

 

CRISTIANESIMO E ZEN

Sia in Italia sia in tanti altri Paesi europei, un numero crescente di persone è attratto dalla spiritualità buddista e vi si accosta. I motivi che spingono a tale pratica sono di diversa natura, tralasciando i casi riguardanti coloro i quali seguono il buddismo come semplice pratica psicofisica, interessanti sono le esperienze di quelle persone che, scontente del vuoto spirituale provocato dalla civiltà occidentale materialista e consumista, e non soddisfatte di quanto offre il messaggio del cristianesimo, si rivolgono al buddismo per provare un’altra strada religiosa. Tali persone si rivolgono al buddismo probabilmente perché lo ritengono capace di rispondere al loro intimo ed incoercibile bisogno di trovare una profonda vita interiore, senza l’imposizione di dogmi assoluti o pratiche religiose obbligatorie e, tantomeno, la sottomissione ad un’autorità ecclesiastica. Nella vasta gamma delle esperienze e degli approcci, c’è chi si è convertito totalmente al buddismo e chi, invece, pur mantenendo la fede cristiana ha ritenuto di dover fare una diversa, temporanea, esperienza, attraverso la meditazione buddista praticata nello Zen (fusione tra il taoismo ed il buddismo cinese e le pratiche scintoiste giapponesi). A proposito di questa filosofia, che mira alla personale realizzazione (Satori), è ipotizzabile che essa sia praticamente equivalente all’illuminazione raggiunta da Gautama Siddarta (il Buddha) ed alla resurrezione di Gesù (il Cristo), e che queste esperienze siano riconducibili ad una elevazione della consapevolezza/coscienza, raggiungibile al di là delle conoscenze oggetto d’insegnamento dei seguaci delle dottrine che hanno abbandonato la via dell’esperienza …

 

<<Un monaco domandò al maestro: “Cos’è lo Zen?”. “È la vita di tutti i giorni”.

“E come ci si avvicina ad esso?”. “Più cerchi di avvicinarti, più te ne allontani”.

Liberare il cuore da desideri ed attaccamenti

 è la pratica ascetica seguita da tante menti

che inseguono un ideale di santità,

una via che difficilmente condurrà … alla mutevole verità …

(Un Bodhisattva)

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