UN’ALTRA VERITÀ

 

Lascio per un solo istante … l’altra dimensione …

dove, grazie al riposo rigenerante e ad una più ampia visione,

comprendo perfettamente qual è, per questa vita,

la mia infallibile missione

 

Nasco e dimentico presto …

il motivo per cui ho abbandonato il trascendente …

ma non fa niente,

mi consolo sapendo che coloro i quali m’hanno accolto

lo hanno fatto sinceramente …

anche se costoro non sempre sorridono facilmente …

anzi, spesso discutono animatamente,

specialmente su cosa essi ritengono sia per me importante …

 

In ogni caso si trovano d’accordo nel condurmi

nel loro luogo di culto per il primo sacramento …

 “Ed IO che credevo d’esser libero … capisco a stento” …

ma tanto non posso reclamare,

dato che non ho neppure imparato a parlare …

e poi perché disperare, se hanno costruito quel percorso spirituale

sicuramente son convinti che percorrendolo tutti giungono ad Amare …

 

A questo punto, dopo altre assurde vessazioni …

imparo a rinunciare … a prendere da solo le mie decisioni …

 

La mia vita continua

ad essere condizionata dalle scelte materialistiche

che mi vengono imposte dai tanti insegnanti

(famiglia, scuola, società, TV …)

fortuna che esiste l’altro sesso,

e così, improvvisamente, arrivi TU …

 

È così che m’accorgo che in ME

c’è qualcosa che non posso controllare,

un’esperienza emozionante che ripeto frequentemente …

fino a quando, finalmente, “decido”, inconsapevolmente,

di lasciarmi andare completamente …

 

Il matrimonio mi mette di fronte alle vere responsabilità …

e, prima ancora di riuscire a fuggire,

mi ritrovo ad esser chiamato papà!

 

 

Quella che fino ad allora era stata solo una bellissima illusione,

improvvisamente, è diventata la dura realtà …

dato che non ero preparato, per ogni situazione,

a prendere la giusta ed immediata decisione …

ma i figli sempre m’hanno mosso a compassione …

e perciò ho dovuto trovare la soluzione,

facendo ricorso, al di là della dualità,

ad un’equilibrata presa di posizione …

evidentemente non condivisa dalla consorte

la quale, finita la sopportazione, ha chiuso tutte le porte …

 

Il tempo passa, inesorabilmente, nulla si può fare, ci vuole pazienza,

perciò non mi rimane che iniziare ad immaginare …

… la prossima esistenza …

che questa volta ha però luogo solo nella mente …

 

Inizio a fantasticare sul come avrebbe potuto essere

riuscire ad Amare veramente … poiché, evidentemente,

la risposta non l’ho trovata … e come me pure tanta gente …

 

Così, mestamente, ringraziandola ripetutamente,

mi preparo ad abbandonare questa vita comunque affascinante,

dicendo a me stesso che, se avrò un’altra possibilità,

interamente la dedicherò alla spiritualità

al solo fine di poter cercare, serenamente, UN’altra Verità …

SE TORNASSERO

… <<Lao-tzu ha detto: “Non si può dire nulla sulla verità e qualsiasi cosa venga detta è falsa”. Più sai, più difficilmente troverai il modo per esprimerti: ogni parola diventa una sfida ad esprimersi, poiché adesso hai in te una pietra di paragone con la quale misurarti; di conseguenza tutte le parole sembrano troppo frivole ed insignificanti. Dentro di te è accaduto un evento talmente grande da non poter essere contenuto nelle parole, uno spazio sconfinato è stato scoperto all’interno; qualcosa che non può essere riempito da capsule di parole. E anche se parli, il rammarico diventa sempre più grande; infatti, nel momento in cui le tue parole raggiungono l’ascoltatore il loro significato sarà diverso: tutto quello che hai detto cambia completamente, hai dato un diamante ed è diventato una pietra. La moneta vera che hai donato, cambiando di mani, è diventata falsa; guardando negli occhi della persona a cui la stai donando, ti accorgi che quella moneta è diventata falsa, allora sarai pieno di rimorsi perché quell’uomo la porterà con sé per il resto della vita. Questo è il modo in cui si creano le sette, ed è così che si riesce a far muovere folle di migliaia di persone: quella gente porta il peso di ciò che non è mai stato dato loro. Se Mahavira ritornasse si batterebbe il petto e piangerebbe nel vedere lo stato in cui versa il gianismo; se Gautama tornasse verserebbe lacrime per i buddhisti e Gesù ricomincerebbe di nuovo a lottare contro gli ebrei … e questo perché nessuna delle cose da loro dette ha mai raggiunto le persone per cui erano state proferite. Si è ricevuto e assimilato qualcosa di molto diverso. Se Nanak ritornasse, nessuno lo farebbe infuriare così tanto come i sikh; infatti, ci si può arrabbiare solo con le persone a cui si è trasmessa la parola: sono stati loro a distorcerla in qualcosa di totalmente diverso. Noi siamo molto astuti: quando parla una guida spirituale, aggiungiamo dei significati a nostro piacimento. Non ci forgiamo nelle sue parole, le modelliamo su di noi; è il trucco che usiamo per riportare le cose dov’erano. Esistono infatti solo due strade. O perdiamo noi stessi, come una goccia che cade in un oceano; oppure coloriamo quelle parole con la nostra tonalità, continuando ad ascoltare ciò che vogliamo sentire. Ma così facendo non ci poniamo mai di fianco alla verità, facciamo in modo che lei stia al nostro fianco; facciamo in modo che ci segua. La differenza tra un vero ricercatore ed uno falso è che il primo segue la verità ovunque essa lo porti, senza badare alle conseguenze, anche a costo di perdere tutto, anche la vita. Il secondo, invece, costringe la verità a seguirlo; ma quella non è più verità, è falsità, ipocrisia. Possiamo seguire la verità, se vogliamo, ma essa non seguirà mai noi; non può essere racchiusa nei nostri pensieri, è troppo grande per  stare nella nostra testa.>>

Fonte: OSHO, “Al di là della paura, oltre il rancore”. © 2012 De Agostini (pag. 198-201, stralcio)

 

E se tornassi IO? Sicuramente …

sarebbe per annunciare che esiste … veramente

UN solo dio … 

🙂

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